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La fiducia come competenza organizzativa.

Veronica Olivi

Veronica Olivi

14 Jan 2026 | 5 min lettura

Il modo di lavorare sta cambiando e con lui stanno cambiando anche le aspettative delle persone. Oggi, soprattutto per le nuove generazioni, scegliere un’azienda non significa solo valutare uno stipendio o una mansione, ma chiedersi: posso fidarmi?

La flessibilità è diventata il primo criterio nella valutazione di un’offerta di lavoro, seguita dalla retribuzione e dalle opportunità di crescita e formazione. Non è solo una questione di benefit, ma di equilibrio, rispetto e reciprocità. Questi segnali ci dicono una cosa molto chiara: per attrarre e trattenere le persone non basta più chiedere, bisogna essere disposti a dare. E alla base di questo scambio c’è un elemento fondamentale: la fiducia.

Negli ultimi giorni ci siamo interrogati proprio su questo tema e abbiamo avuto l’opportunità di approfondirlo insieme ad Andrea e Michele di Vitamina Y, che ci hanno guidato in un dialogo aperto e stimolante sulla fiducia in azienda durante l’ultimo evento della nostra Community Branch.

Che cosa è emerso?

Moltissimi spunti: in particolare abbiamo scoperto come la fiducia non è solo un valore astratto o una bella parola da inserire nei manifesti aziendali, ma un vero e proprio meccanismo umano, legato anche a fattori biologici come il livello di ossitocina nel nostro corpo e quindi ai comportamenti concreti che, giorno dopo giorno, possono rafforzare (o indebolire) la fiducia all’interno di un’organizzazione.

Ci sono cinque punti, in particolare, che i relatori hanno menzionato perché riflettono in modo molto chiaro ciò che oggi un’azienda dovrebbe coltivare se vuole costruire relazioni sane e durature. Sono principi semplici, ma tutt’altro che scontati, e applicabili a qualsiasi contesto in cui lavorano delle persone.

Punto 1 - Siate vulnerabili
Nel mondo del lavoro siamo spesso portati a pensare che mostrarsi vulnerabili sia un segno di debolezza. In realtà, è vero il contrario. La fiducia nasce quando chi ci sta accanto ammette di avere dei limiti, di poter sbagliare. Se chi guida un team si concede di non essere infallibile, allora anche gli altri si sentiranno legittimati a fare lo stesso. Essere umani, e non supereroi, crea ambienti più sicuri e collaborativi.

Punto 2 - Raccontate storie
Fin da piccoli impariamo a comprendere il mondo attraverso le storie. È grazie ai racconti che sviluppiamo empatia e capacità di immedesimazione. Lo stesso vale in azienda: trasformare informazioni, obiettivi o cambiamenti in storie condivise aiuta le persone a sentirsi parte di qualcosa. Lo storytelling rafforza il senso di appartenenza e, di conseguenza, la fiducia.

Punto 3- Ascoltate, in modo autentico
Può sembrare banale, ma ascoltare davvero è una delle azioni più potenti e più rare per costruire fiducia. Un ascolto attento, senza interrompere e senza preparare mentalmente la risposta mentre l’altro parla, fa sentire le persone viste e riconosciute. Ed è proprio da questa sensazione che nasce l’apertura reciproca.

Punto 4 - Date feedback
Uno dei pilastri della fiducia in ambito lavorativo è la capacità di dare e ricevere feedback. Che sia un riconoscimento positivo o un confronto su ciò che può essere migliorato, il feedback rafforza il legame tra le persone quando è sincero, costruttivo e continuo. Evitarlo, al contrario, crea distanza e incomprensioni.

Punto 5 - Osservate i vostri pensieri
L’ultimo punto, forse il più complesso ma anche il più profondo, riguarda la metacognizione: la capacità di osservare i propri pensieri mentre accadono e di prendere consapevolezza dei propri processi mentali. In altre parole, conoscere se stessi, come reagiamo, come interpretiamo le situazioni, quali bias ci guidano, è fondamentale per costruire relazioni di fiducia con gli altri.

Questo tema aprirebbe un capitolo a sé, più vicino alla psicologia e alla psicoanalisi, e meriterebbe sicuramente un approfondimento dedicato. Ma una cosa è chiara: la fiducia in azienda non nasce solo da ciò che facciamo verso gli altri, ma anche dal lavoro che siamo disposti a fare su noi stessi.

In fondo, costruire fiducia è un processo continuo. Richiede consapevolezza, coerenza e il coraggio di mettersi in gioco. Ed è proprio da qui che, come persone e come organizzazioni, possiamo iniziare a crescere davvero.

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