PiCo2RAEE nasce come progetto di ricerca applicata con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma collaborativa dedicata alla seconda vita delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE). Il progetto si inserisce in un contesto, quello attuale, in cui le informazioni di prodotto si frammentano lungo il ciclo di vita del prodotto. Tra progettazione, utilizzo, manutenzione, disassemblaggio e fine vita, dati e conoscenze si disperdono, rendendo più difficile attivare processi concreti di riuso, riparazione, rigenerazione.
L’idea alla base del progetto è proprio quella di abbattere questo gap informativo, creando un ambiente digitale in grado di mettere in relazione i diversi attori della filiera e accompagnare il prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita. La piattaforma vuole quindi diventare un punto di accesso condiviso per raccogliere, aggiornare e scambiare informazioni, rendendo più praticabili modelli di economia circolare e scenari di seconda vita.
Per Moku, la sfida non consisteva soltanto nello sviluppo del software, ma nel trasformare un impianto teorico e di ricerca già ben strutturato in un prodotto digitale concreto.
Il lavoro è stato strutturato in due fasi, pensate per accompagnare gradualmente il progetto dalla visione iniziale alla realizzazione del prototipo.
Abbiamo iniziato con una fase di analisi funzionale e progettazione, necessaria per dare ordine a un ecosistema complesso e composto da moduli, utenti e flussi differenti. In questa fase abbiamo raccolto e organizzato le user story, definito i principali user flow e tradotto i requisiti in wireframe e linee guida stilistiche condivise. Questo lavoro ha permesso di trasformare il quadro teorico del progetto in una base concreta di prodotto, chiarendo meglio la struttura della piattaforma e il ruolo dei diversi attori coinvolti.
La complessità del progetto stava infatti anche nella varietà degli utenti da servire. La piattaforma doveva supportare progettisti, consumatori, manutentori, fornitori di parti di ricambio e smaltitori, ciascuno con permessi e responsabilità differenti.
La seconda fase è stata quella dello sviluppo del prototipo software. L’architettura è stata pensata in modo disaccoppiato, con backend sviluppato in Ruby on Rails e frontend in Angular. Il backend espone i dati via GraphQL al frontend, mentre l’infrastruttura prevista è su Amazon Web Services. La piattaforma è stata progettata per essere utilizzabile da desktop e tablet.
Il processo ha portato alla definizione e allo sviluppo di un ecosistema digitale capace di collegare diversi momenti del ciclo di vita del prodotto e diversi attori della filiera in un unico ambiente.
La piattaforma si presenta come un unico ambiente web composto da tre moduli integrati. Il primo è il Design for Disassembly tool, dedicato alla progettazione per il disassemblaggio e pensato per supportare il caricamento di input tecnici e la visualizzazione della mappa di disassemblaggio. Il secondo è il DPP tool, il modulo responsabile della gestione del Digital Product Passport, cioè il passaporto digitale del prodotto, aggiornabile lungo il ciclo di vita e accessibile ai diversi stakeholder secondo ruoli e permessi specifici. Il terzo è il 2nd Life tool, progettato per raccogliere e gestire prodotti e componenti di seconda vita in una logica vicina a quella di un e-commerce specializzato.
All’interno di questo impianto, una particolare attenzione è stata dedicata proprio al Digital Product Passport. Il DPP è pensato come uno strumento per raccogliere, aggiornare e proteggere le informazioni di prodotto lungo tutto il ciclo di vita, con requisiti di sicurezza e controllo degli accessi, garantiti grazie all’integrazione con la blockchain.
Il processo strutturato in 2 fasi ci ha permesso di trasformare un framework di ricerca complesso in una piattaforma digitale prototipale, capace di abilitare collaborazione, tracciabilità e scambio dati in un contesto ad alto potenziale di innovazione industriale e ambientale.