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Dove metto i miei dati quando l’infrastruttura non basta più?

Fabio Ros

Fabio Ros

18 Nov 2025 | 4 min lettura

Prima o poi, quando le aziende crescono, si trovano di fronte a una scelta: Dove metto i miei dati? Ci sono diverse strade ma generalmente il problema si riduce a due opzioni: assumersi il rischio di investire in un'infrastruttura proprietaria e nelle figure tecniche che la gestiscono oppure affidarsi a dei servizi in cloud.

Si potrebbe parlare per ore di quando sia più indicata una strada e quando l’altra. Anche in questo caso, come quasi sempre nella vita, davanti a una scelta tra opzioni contrapposte la risposta è: dipende!

Ma cerchiamo di capire meglio...
Se la strada è costruire o mantenere un’infrastruttura locale c’è poco da aggiungere ed è presente parecchia letteratura online su come farlo e su come farlo bene.
Se la strada scelta è, invece, quella di migrare la propria infrastruttura da un sistema locale (on-premise) verso uno in cloud, uno dei primi problemi che emergono è: “Come sposto Terabyte o forse Petabyte dal mio CED a un server privato in rete?”.

Quanto tempo ci vorrebbe con i sistemi tradizionali?
Se dovessi trasferire 300 Terabyte utilizzando un’ottima connessione da 1 Gbit/s, il tempo necessario sarebbe: 27 giorni, 18 ore e 40 minuti. Non è solo questione di tempo, ma anche di consistenza del dato: dopo quasi 28 giorni il dato potrebbe essere diverso o non più rilevante. (Stiamo parlando circa 2 ore e un quarto a Terabyte che per una migrazione sono tempi altissimi).

Come affrontiamo il problema
In Moku lavoriamo con AWS e ci è capitato di affrontare il problema e, per farlo, abbiamo utilizzato la famiglia di prodotti pensati proprio a tale scopo: AWS Snow.
Questo gruppo di servizi è pensato non solo per la migrazione dei dati, ma anche per permettere ai clienti di eseguire operazioni in ambienti estremi, privi di data center o in luoghi con connettività di rete instabile. Molti trattano questi servizi solo come degli “hard disk” per trasferire dati. Anche se tecnicamente non è un approccio totalmente sbagliato, oltre a questo sono molto di più.

Come funziona il servizio AWS
AWS offre dei dispositivi fisici con diverse capacità, la maggior parte dotate di funzionalità di calcolo integrate; questi dispositivi permettono di elaborare e trasferire dati in AWS in modalità offline.

Si tratta di dispositivi di storage ed edge computing di proprietà di AWS che ne garantisce sicurezza, monitoraggio, archiviazione, gestione ed elaborazione. I servizi si dividono in 3 categorie: AWS Snowcone, AWS Snowball Edge e AWS Snowmobile.

AWS Snowcone

Si tratta del più piccolo tra i dispositivi di edge computing e trasferimento dati di questa categoria. Si può utilizzare per raccogliere, elaborare e trasferire dati (fino a 210TB per device) ad AWS sia in modalità offline spedendo il dispositivo, sia online utilizzando AWS DataSync.

AWS Snowball Edge
I dispositivi di questa categoria sono pensati per per raccogliere i dati, elaborarli tramite machine learning e memorizzarli in ambienti con connessioni instabili (ad esempio nel settore manifatturiero, industriale o dei trasporti) o in località estremamente remote e inviare il tutto ad AWS. Questi dispositivi possono anche essere montati su rack e raccolti in cluster per creare installazioni temporanee di maggiori dimensioni.

Se utilizziamo AWS Snowball Edge significa che probabilmente dobbiamo sia raccogliere sia elaborare dati. A questo punto ci si deve porre la domanda: “Abbiamo bisogno prevalentemente di capacità di calcolo o ci interessa di più la parte di storage?”AWS fornisce due tipologie di dispositivo diverse per i due casi d’uso e, anche se entrambe le operazioni sono tecnicamente possibili su entrambi i dispositivi, è consigliabile scegliere quello ottimizzato per il tipo di attività prevalente.

Nello specifico i dispositivi di AWS Snowball Edge si dividono in:

  • AWS Snowball Edge storage optimized: ideale per l'archiviazione in locale e il trasferimento di dati su larga scala, dotato di 40 vCPU di capacità di calcolo accoppiata a 80 terabyte utilizzabili di spazio di archiviazione a blocchi.

  • AWS Snowball Edge compute optimized: 52 vCPU, 42 terabyte di spazio di archiviazione a blocchi o di oggetti e una GPU opzionale per casi d'uso come il machine learning avanzato e l'analisi di video full-motion in ambienti disconnessi.

AWS Snowmobile
A volte anche questo può non bastare perché i dati sono veramente tanti e bisogna usare il trasporto pesante: un camion! Si può richiedere che un TIR venga spedito nella sede dove risiedono i dati, qui verrà collegato alla rete e dopo aver ricevuto tutti i dati si dirigerà in sicurezza presso una regione AWS. Ogni camion può trasportare un “carico massimo” di 100 PetaByte e una volta raggiunta la destinazione verrà riversato tutto su S3.

Alla luce di ciò, dove dovrei mettere i miei dati?
Possono esserci situazioni in cui l’obiettivo primario è tenere tutti i dati in sede. In questi casi avere le macchine in un CED interno può essere un’ottima soluzione. Va detto che questo richiede grosse competenze e mezzi per gestire sicurezza, backup, servizi, rischi, manutezione e scalabilità dell’infrastruttura ma in cambio permette una soluzione in-loco con costi che, seppur pagati in anticipo, vengono pagati una sola volta.

In tutti gli altri casi, ci sentiamo di consigliare un’infrastruttura cloud che fornisca queste caratteristiche con una SLA chiara scritta nero su bianco. Questi sistemi sono dotati di un’infrastruttura as-a-service con modello pay-per-use e danno un grande vantaggio: non preoccuparsi più dell’infrastruttura per potersi dedicare al business e alle attività che generano valore.

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